Per caso, una mattina prima dell’alba, seguo il tg alla TV e passa la notizia che in Italia ci sono oltre 10.700.000 fumatori. Dieci-milioni-settecento-mila fumatori! Tra uomini e donne, calcolo per curiosità quanto può essere la spesa giornaliera di questa schiera di consumatori altamente targettizzati e fidelizzati.

Supponiamo approssimativamente che ciascuno di loro, per comodità di calcolo, acquisti un pacchetto al giorno e che questo pacchetto, sempre approssimativamente, costi 5,00 Euro.

La spesa complessiva giornaliera media di questa schiera di fumatori ammonta alla rispettabilissima cifra di 53,5  milioni di Euro. Al giorno!

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La mattina si fa inoltrata e io non riesco a dimenticare questa cifra.

Cosa mai potremmo fare con 53,5  milioni di Euro al giorno?

Questi milioni di Euro sono completamente drenati dai nostri territori e dalle nostre disponibilità: soldi che finisco direttamente allo Stato e alle multinazionali ( eh no, qui di indotto ce n’è ben poco ).

Mi tolgo qualche curiosità e faccio qualche calcolo.

Ragioniamo in termini di territorio nazionale e teniamo sempre in considerazione che un fumatore lo è 365 giorni all’anno: niente ferie, interruzione di produzione, stop intenzionali o subiti.

Stato e Multinazionali incassano all’anno Euro 19.527.500.000.

Una cifra così faccio fatica anche a leggerla … sono miliardi di Euro quelli? Quanto di questa cifra viene redistribuita ai lavoratori del settore? Non saprei ma giurerei che si tratta di briciole. Briciole che probabilmente riguardano qualche sottopagato salariato da qualche altra parte nel resto del mondo. Quello che voglio spiegare è che questi miliardi escono quasi totalmente dal territorio italiano.

E lo Stato? Sappiamo benissimo che lo Stato Italiano ha certe priorità di spesa: deve pagare gli interessi sul debito, ripianare i buchi finanziari delle banche ( private ), subire le multe che l’Europa ci infligge o spendere per investimenti utlissimi quali gli armamenti per uno Stato che “ripudia” la guerra. Vogliamo parlare del welfare? Lo chiamereste welfare quello che abbiamo in Italia?

Io però dubito che lo Stato sappia e saprebbe ben gestire questo gruzzoletto. Preferisco ragionare su territori e comunità. Sulle persone che incontro quando esco di casa e che sanno cosa serve davvero al proprio paesello.

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Il singolo fumatore avrà un’effettiva idea di quanto spende all’anno e di quanto, quindi, regala alle multinazionali?

Dicevamo, per comodità di calcolo, 5.00 Euro al giorno. Per 365 giorni all’anno, senz’ombra di dubbio senza pause né ferie dal fumo.

Quanto spende mediamente, il fumatore, al mese, ipotizzando un solo pacchetto al giorno?

Al mese sono 150,00 Euro.

Ragionando in modo semplicistico su me stessa, sono circa due giorni di lavoro. E’ chiaro che almeno 150,00 Euro/mese sono immobilizzate in qualcosa che è possibile rimettere in discussione. Naturalmente l’elemento psicologico e di dipendenza, celato da una certa aggressività nel sostenere che “questa è la mia vita e faccio come mi pare”, è un fattore primario nel tema del fumo. Ma non è oggetto di questo articolo e farò finta che sia un elemento trascurabile ( pur non essendolo ).

In un anno quanto spende un fumatore?

In un anno ciascun individuo, di quei 10 milioni e 7 cento mila cittadini italiani, spende circa 1.825 Euro in sigarette, a tutto favore, lo ripeto, di Stato e multinazionali.

A me sembrerebbe uno stipendio mensile di tutto rispetto. Un dodicesimo di reddito se ne va … in fumo! Letteralmente. Concretamente.

Vorrei ora ragionar su cosa si potrebbe fare, invece, con tutti quei soldini nei territori, nelle nostre comunità, nel portafoglio del singolo fumatore.

Supponiamo per assurdo che improvvisamente, e miracolosamente, tutti i fumatori smettessero di regalare soldi, e salute, a soggetti estranei all’Italia e al suo benessere.

Ragioniamo sull’ipotesi che quei 19.527.500.000 di Euro possano essere a disposizione delle nostre Comunità. Ricchezza che rimarrebbe nelle nostre tasche e nei nostri territori.

Iniziamo subito a dire che sarebbe già un gran vantaggio se l’ex fumatore destinasse privatamente e personalmente i suoi 1.825 Euro a consumi di prodotti locali o verso aziende della propria comunità: agricoltori bio, negozi di prossimità, teatro e musei, gite con i figli, part time per rimanere più in famiglia o a casa ad autoprodursi qualcosa ecc …

Con 19 miliardi di Euro si può far ripartire la domanda interna e l’economia nazionale? Semplicisticamente parlando … c’è una buona probabilità.

In secondo luogo, si sa, cessare di fumare ha una rapida ripercussione sullo stato di salute dell’ex fumatore. Di conseguenza ci sarebbe un’evidente ricaduta sui costi del welfare in termini di spesa sanitaria pubblica: se abbassi il tuo rischio sanitario, la spesa welfare pro-capite cala. Più salute, meno costi, più ricchezza.

L’ultimo ragionamento che vorrei fare è per me il più prezioso.

Facciamo un ulteriore calcolo semplicistico e dividiamo quei 19.527.500.000 per il numero delle municipalità italiane. Ricerco il numero su San Google e trovo 8.092. Sarà giusto? Facciamo finta che sia giusto.

Ogni Comune potrebbe godere di circa 2.413.000 milioni di Euro all’anno da reinvestire sul proprio territorio. Immagino che città quali Bologna, Milano, Roma possano ritenere 2 milioni di Euro praticamente brustoline, ma pensiamo ai piccoli Comuni che hanno bilanci risicati con nessuna possibilità di investimento o spostamento di fondi, costretti anno dopo anno a tagliare invece che a realizzare.

Cosa potremmo fare con 2.413.000 all’anno? Una scuola? Strutture ricettive per anziani? Programmi di prevenzione sanitaria? Strade e infrastrutture? Sostegno a fondo perduto per agricoltura bio e negozi di prossimità? Bonifiche territori? Supporto alle famiglie disagiate? Obiezione di coscienza per le slot? Cosa ci viene in mente?

Fantasy

Forse non sono un gran chè 2.413.000 milioni di Euro l’anno, ma ricordiamoci che stiamo ragionando esclusivamente sul mercato della sigaretta, tralasciando tutto il resto. E’ solo un singolo aspetto della grande complessità economica che oggi ci condiziona ( in realtà l’economia è una cosa semplicissima, solo che ci distraggono con inutili particolari ) ma questi singoli aspetti hanno in realtà un retroscena di impoverimento e drenaggio di risorse che raramente ci soffermiamo a valutare.

Sono perfettamente conscia che la realtà di un fumatore è ben altra e sono consapevole che ho sognato ad occhi aperti. Probabilmente in questo momento, tra un tiro e l’altro, il fumatore che mi legge si sentirà un tantino irritato, ma vorrei che tutti quanti ci soffermassimo sul cuore della faccenda: 19 miliardi di Euro l’anno che se ne vanno altrove e invece sono nostri, perchè rappresentano il nostro tempo e le nostre fatiche; per un fumatore poi, in questo caso specifico, rappresentano anche la sua salute che se ne va e un po’ di mancanza concreta di libertà: “posso smettere quando voglio” è una bugia che la nostra mente si racconta perchè è difficile ammettere che qualcosa, invece, ci controlla.

E’ lo stesso meccanismo che si incontra quando si spiega la truffa del denaro a debito con interesse e che ho vissuto decine di volte di fronte a migliaia di persone.

Spero tuttavia che ragionar di cifre, di fattori concreti quali sono i numeri, aiuti a rendere la presa di coscienza meno difficile e più concreta. Sono 1.825,00 Euro l’anno che ci potremmo godere differentemente e che si moltiplicherebbero ad ogni passaggio se reinvestiti o spesi, di volta in volta, nel proprio territorio.

Sono 2.413.000 Euro che i nostri amministratori potrebbero ( e dovrebbero ) reinvestire in welfare o produzione locale.

Sono 19.527.500.000 che la nostra nazione letteralmente potrebbe riprendersi indietro e destinare a un qualche progetto, magari di respiro culturale o sanitario ( giusto per rimanere in tema ).

E’ ricchezza nostra che se reimmessa nel sistema economico nazionale si moltiplicherebbe generando ulteriore ricchezza.

Di certo, dopo questo articolo, il numero dei fumatori in Italia sarà rimasto invariato ma almeno abbiamo potuto riflettere sulle ricadute delle nostre scelte e sul fatto che potremmo facilmente invertire la rotta. E’ sempre questione di scelta.

 

Lisa Bortolotti

 

Immagini da Google

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