il debito schiaccia la gestione famigliare

Qualche tempo fa mi è stato chiesto un confronto sulla gestione dei conti domestici, prendendomi come esempio per pratiche virtuose e attenzione alle spese. Ho parlato a ruota libera e sentire domande del tipo “cos’altro potrei fare?” decisamente mi trovava sorpresa.

Non mi sono mai considerata né un’esperta né un esempio da divulgazione ma in effetti, ripensandoci a mente fredda, gli eventi degli ultimi anni mi hanno trasformato da donna indifferente al conto in banca a donna estremamente attenta e attiva nel risparmio, sia a causa di scelte di vita sia a causa di eventi che non ho mai scelto. Diciamo che, nel tempo, il downshifting si è trasformato in stato di necessità e questa esperienza mi ha insegnato molto.

Non credevo di poter essere presa ad esempio, invece potrebbe addirittura essere una nuova professione.

Il killer cost familiare.

Per chi non lo sapesse il “killer cost” è una figura manageriale di emergenza usata spesso nelle grandi aziende ( quindi non credo in Italia ) e serve ad analizzare in modo spietato i costi aziendali per ridurli al minimo.

Se esiste il coaching per la crescita interiore e il personal shopper per la propria immagine, allora potrebbe nascere anche una forma di consulenza per le famiglie che vogliono, o devono, ridurre le proprie spese: famiglie che hanno un calo di redditività e devono riorganizzarsi obbligatoriamente o famiglie che fanno scelte e possono prepararsi al grande salto in tutta tranquillità.

Se esiste il coaching per la crescita interiore e il personal shopper per la propria immagine, allora potrebbe nascere anche una forma di consulenza per le famiglie che vogliono, o devono, ridurre le proprie spese

Vi voglio raccontare quali sono state le mie riflessioni nei giorni successivi a questa chiacchierata, forte di questa sorpresa nello scoprirmi un “qualcuno” che, tutto sommato, ha realizzato una difficile impresa.

Diciamolo chiaramente.

Una famiglia è un’azienda estremamente complessa.

Non solo per le questioni di tipo economico che vanno gestite oculatamente esattamente come deve fare un bravo e buon imprenditore, non solo per il fatto che bisogna avere una chiara conoscenza delle dinamiche economiche, sociali, culturali, monetarie in atto per riuscire ad anticipare i tempi e non subire gli eventi, ma anche perchè, a differenza di un’azienda, tutti i componenti della famiglia hanno rilevanza come singoli, dinamiche di gruppo, manifestazioni emotive, culturali, espressive, richieste di attenzioni, di ambizioni, di sentimenti. Nella famiglia le persone sono importanti per le loro esigenze: hanno il sacrosanto diritto, tutte, di essere ascoltate ed esaudite. Ciò la rende “azienda complessa”.

Una famiglia è un’azienda estremamente complessa.

Il nucleo famigliare è il luogo dove si realizzano i talenti delle persone mentre gli obiettivi numerici sono strettamente strumentali e quindi secondari. Ecco la sostanziale differenza.

E non è certo poco!!!

Quindi gestire una famiglia significa occuparsi di far tornare i conti per consentire a tutti di esprimere se stessi e le proprie potenzialità.

Significa essere azienda per arrivare ad un obiettivo altro, che è la realizzazione dei componenti come singoli e come gruppo.

Ma quale consiglio potrei dare dopo tanti anni di downshifting e con il mio background contabile?

Ne avrei molti da dare, anche se lascio ad altri esperti il piacere di raccontare come si fa il pane in casa o come si riciclano le bottiglie di plastica. No, non credo sia questo il mio campo e non solo perchè io di fatto non riciclo le bottiglie di plastica perchè convertita alla brocca.

E’ essenziale avere un approccio strategico e una consapevolezza di sistema, conoscendo le dinamiche economiche, attuali e per il futuro.

Ecco , questo è il contributo che vorrei dare.

Se gli obiettivi di una famiglia riguardano l’essere umano nella sua interezza, la quotidianità si svolge inevitabilmente nel contesto economico-sociale attuale, che di rispetto dell’essere umano a mio avviso ha molto poco. Questa è una sfida da superare.

Quello che voglio suggerire a gran voce, tanto per iniziare, e che non mi stancherò mai di dire, è

non fate debiti

Non vivete al di sopra delle vostre possibilità perchè altrimenti la vostra vita sarà condizionata in continuazione dai vostri debiti e ogni vostra scelta dipenderà da un soggetto terzo che vi controlla, finchè non lo avrete più che ripagato con il vostro tempo, le vostre fatiche, le vostre rinunce.

Fare debito significa prendere a prestito a caro prezzo un qualcosa, il denaro, che non ha valore in sè ma che ripagherete con qualcosa che ha un valore immenso ( il vostro tempo, le vostre energie ), aggiungendo un pezzettino, l’interesse, che non ha alcun motivo di essere corrisposto ma che voi darete in forma monetaria ma ricaverete dal vostro lavoro. Per intenderci: se comprate un’auto con un prestito, restituirete un’auto e un pezzettino di una seconda auto a fronte di un numeretto sul vostro conto che non è costato nulla a chi ve l’ha concesso. Nel frattempo sarete stati condizionati dal debito finchè estinto.

Quante volte ho sentito la frase “eh … ma io ho il mutuo da pagare!” con espressioni molto eloquenti. Questa frase o l’avete sentita o l’avete pronunciata e sappiamo tutti benissimo che ha un significato profondo e complesso: chi ha un mutuo è in una situazione, nella maggior parte dei casi, di grande condizionamento. Chi l’ha provato lo sa.

I debiti ci controllano.

Vi ricordate gli imprenditori suicidi per debiti? Ecco a quale forma di controllo si può arrivare … a quella più estrema: la vita in cambio del debito.

I debiti ci controllano.

So benissimo che ci sono casi in cui non è possibile astenersi dal generare un prestito o un mutuo, ma a mio parere questi casi sono solo una piccola frazione del tutto.

Avete le idee chiare su cosa volete fare? Avete chiaro quali sono i vostri obiettivi famigliari? In azienda si parla di strategie: voi avete delle strategie di famiglia? Dei progetti personali?

Magari sapete di volere una casa, pagare gli studi ai figli, avere un fondo per le emergenze, la quota vacanze, il gruzzolo per smettere di lavorare prima del previsto ( per la cronaca: si toccano quasi gli 80 anni secondo l’ultima riforma pensionistica ).

Ci sono tutta una serie di stati di necessità che possono generare debiti ma che possono essere previsti con un certo anticipo. In azienda si creano fondi: accantonamenti periodici per quando si verificherà la situazione di bisogno.

Il mio ragionamento è semplice e viene di conseguenza.

Ci sono tutta una serie di stati di necessità che possono generare debiti ma che possono essere previsti con un certo anticipo.

Se siete in grado di condizionare la vostra vita da oggi per i successivi 20 anni pagando rate per una necessità attuale, siete anche in grado, 5 anni prima di prevedere questa uscita ed iniziare ad accantonare una certa cifra in modo da arrivare al momento dell’esigenza con una necessità nulla o minimale di indebitamento. Oppure siete in grado di posticipare l’esigenza per qualche anno e procedendo comunque ad accantonare la stessa cifra che avreste corrisposto al vostro prestatore ( solo che non ce ne sarebbe uno ).

Previsione ed oculatezza. Progettazione e programmazione.

Questo è un modo semplicistico e, come ho detto poco fa, la famiglia è così complessa che non è possibile semplificare e ragionar per grandi esempi. Tuttavia una piccola modalità operativa pensata su una strategia importante ( ridurre o eliminare il debito ) può aiutare a vivere meglio.

Il debito , il prestito e il mutuo, sono cose gestibili e in linea generale evitabili. Tutto sommato se oggi sono in downshifting è anche perchè sono riuscita prima di tutto a non indebitarmi: se avessi un mutuo da pagare non potrei neppure sognare il part time.

Molto spesso ci si indebita per desideri non necessari. Questo è un aspetto ulteriore di quella complessità che porta il nome di famiglia: continuamente bombardata da messaggi erronei o consumistici molte cose che vogliamo e acquistiamo non ci servono e di conseguenza molti dei debiti contratti potevano essere evitati.

Riassumendo: molti debiti si potevano evitare perchè quell’acquisto non ci serviva, molti debiti possono essere ridotti o evitati perchè la spesa corrispondente può essere prevista con largo anticipo.

Tutto questo nasce dalla consapevolezza che il debito è una forma di schiavitù, non solo in merito alla sovranità monetaria, che è tema macroeconomico e culturale, ma anche soprattutto riguardo alle nostre vite, a ciò che possiamo scegliere di fare e per quello che abbiamo diritto di decidere per noi e i nostri cari. Non aggiungete un elemento che vi imprigiona ulteriormente. Fate uno sforzo di previsione ed organizzazione oggi per essere sempre liberi di scegliere, cambiare idea, cambiare abitudini, cambiare strada un domani. Se siete indebitati questo non sarà possibile finchè esisterà quel debito.

Il debito è una forma di schiavitù

Per quanto potete, riducete al minimo prestiti, mutui, debiti e se ne avete non aggiungetene di nuovi.

Se volete fare una spesa, chiedetevi se è davvero necessaria, se vale il sacrificio di anni di rate a interesse da sottrarre alla vostra disponibilità di reddito. Se proprio quella spesa è necessaria (e prevedibile ) chiedetevi se potete rimandarla quel tanto che basta per accumulare la cifra necessaria ( o almeno una parte consistente ): se potete sottrarre dal vostro reddito una quota di rata oggi, lo potete fare in forma di accantonamento ( senza interesse ) e spendere poi il gruzzolo successivamente; avete fatto la stessa operazione, solo senza debito, anticipando le rate ma senza interesse e spostando solo di poco l’uscita finanziaria. Posticipando la spesa scoprirete anche se quell’oggetto o desiderio è davvero necessario o solo effimera voglia di consumo che si scioglierà sotto i colpi del tempo che passa, la vita che scorre, il consumismo che cambia.

Siete gli unici che hanno diritto di decidere della vostra vita; gli unici che possono scegliere per voi; i soli che definiscono quando fare certi cambiamenti. Cercate il più possibile di proteggere questa libertà, per voi stessi ma anche per i vostri familiari. Si può fare. A certe condizioni si può fare.

Lisa Bortolotti

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