Adotta1blogger

Adotta1Blogger è una community virtuale alla quale partecipo dall’agosto del 2015, prima ancora di riaprire il blog. In questa community i blogger si donano reciproca visibilità, si conoscono e hanno la possibilità di iniziare nuovi progetti con altri professionisti dalle competenze più svariate. La regola d’oro è: adotta un articolo di un altro blogger. Ogni mattina svariati articoli di blog vengono segnalati, visti e letti generando un circuito virtuoso costante. Cosa significa tutto questo per me?


Ho fatto una semplice ricerca su facebook.

Ero in periodo di nuovi inizi, quando sai che hai intrapreso una nuova strada ma non sai esattamente cosa farai.

Stavo per riaprire il mio blog dopo un decennio e CappuccettoBianco aveva bisogno di un supporto sui social, qualche community, gruppo, condivisione. Cercavo luoghi dove farmi conoscere e in cui conoscere altri blogger, soprattutto per capire come funzionano le cose e anche adeguarmi alle nuove regole. Dovevo osservare chi il blogging lo stava facendo in modo efficace.

Ecco come sono arrivata ad Adotta1Blogger. Semplice. Diretto. Immediato.

E’ stato il primo gruppo in cui sono entrata e per molto tempo ho creduto che tutti i gruppi fossero uguali a questo.

Mi sbagliavo.

Solo quando ho provato ad entrare in altri gruppi, dopo molto tempo, ho capito quanto Adotta1Blogger fosse unico, con le sue ferree regole che funzionano perchè generano utilità a chi partecipa. Mai una semplice regola è stata più visionaria ed auto avverante: condividi gli articoli di altri blogger.

Adottare gli altri, l’immagine di patnership, la compilazione dei file elenchi dei partecipanti, essere attivi: solo con il tempo scopri che più che obblighi sono la naturale conseguenza dei principi di identificazione e condivisione reciproca. Una differenza sostanziale perchè trasforma un dovere in una potenzialità ed è una semplice regola che è riuscita laddove tanti studiosi e ricercatori ancora non hanno trovato risposte. “condividete gli articoli degli altri”. Semplice.

Immediato e dannatamente circuitale.

Io che amo i circuiti e mi definisco una “costruttrice di circuiti” non posso che apprezzare questo metodo straordinario ed efficace. Studiando la sistemica ho intuito che c’era qualcosa di geniale in tutto questo.

Osservare le dinamiche del gruppo ha evidenziato chiaramente che in questo esperimento virtuale-sociale la rete costituita da generosità, condivisione e solidarietà è un’esperienza vincente.

Per me Adotta1Blogger è stata la personificazione di quanto stavo studiando in astratto.

Parlare di personificazione è quanto di più adatto ci sia: sono le persone che fanno il successo di questo gruppo, impegnati ad adottare instancabilmente giorno dopo giorno il duro lavoro dei colleghi che, detto fra noi, in teoria sarebbero competitor … invece di competizione neppure l’ombra e il sistema funziona proprio perchè è altruistico.

Equilibrio di Nash perfetto? Può essere …

Il sistema funziona proprio perchè è altruistico.

Stavo cercando un luogo per dire ad altri “ehi, c’è anche Cappuccetto Bianco!” e ho trovato una Famiglia di persone speciali, che si condividono reciprocamente, donando attenzione e tempo agli altri, alla lettura e alla conoscenza reciproca, al supporto anche lavorativo.

Funziona.

Funziona perchè la generosità paga. Credo che ciascuno dei membri attivi del gruppo possa testimoniarlo. La frequenza delle adozioni conferma quanta soddisfazione rechi dare visibilità al lavoro altrui. Si parla quindi di fiducia. Una fiducia che produce ritorno, esattamente nel modo in cui funziona un circuito in cui quello che immetto prima o poi mi ritorna indietro.

Ci sono dei momenti nella vita di una persona in cui si chiude un capitolo e se ne apre un altro.

Sul gruppo ho trovato una serenità di partecipazione che è molto rara in altri luoghi, anche fisici; ho scoperto persone che hanno interessi per me elevatissimi da cui trarre ispirazione ( la fotografia, i viaggi, la cultura, la bellezza, la lettura, la psiche umana …. ), ma soprattutto ho avuto l’opportunità di resettare il passato. Ci sono esperienze virtuose e serene in cui puoi presenziare onestamente, che possono arricchirti senza il timore di essere derubato di un qualcosa ( idee, identità, professionalità ), che puoi vivere in modo trasparente. Uscire da un momento difficile e trovare un’isola serena ( o una famiglia affettuosa ) ti consente di resettare un poco il passato e ricevere la conferma che “un altro modo è possibile”

E’ così che vorrei proseguire il titolo: “Adotta1Blogger perchè un altro modo è possibile”.

Adotta1Blogger perchè un altro modo è possibile

Con Paola Chiesa* abbiamo concretamente sperimentato il contrario di quello che i sociologi della domenica vanno pubblicando: il virtuale, se vissuto onestamente, non ti aliena dalla vita reale ma ti fa desiderare di conoscere, abbracciare, toccare, vivere e, perchè no?, progettare con quanti hai conosciuto nella vita dei bit. Non c’è altro modo di conoscersi se non quello di guardarsi negli occhi e sorridersi. Stringere mani, ridere, progettare insieme. Se inizi dal virtuale è fisiologico desiderare di incontrarsi un giorno o l’altro.

Con fiducia nasce spontaneo questo desiderio di vedersi ed è la naturale evoluzione di una comunità che si fa vera e reale. Come tutte le comunità ha bisogno di uno scopo. Se sul virtuale lo scopo è stato realizzato grazie ad una semplice e geniale regola di comportamento, le adozioni, nel reale presto verrà il momento in cui la Famiglia di Adotta1Blogger inizierà a cercare il suo scopo. Niente di romantico, è in fondo la legge dell’analisi sistemica e la legge del vivere insieme. Il romanticismo, se vorremo, lo metteremo noi.

 

Lisa Bortolotti

 

*la fondatrice di Adotta1Blogger

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1 Comment

  1. […] Mai una semplice regola è stata più visionaria ed auto avverante: condividi gli articoli di altri blogger. Trasforma un dovere in una potenzialità ed è una semplice regola che è riuscita laddove tanti studiosi e ricercatori ancora non hanno trovato risposte. “condividete gli articoli degli altri”. Semplice. Immediato e dannatamente circuitale. di  Lisa Bortolotti  […]

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