Suona la sveglia, ci alziamo e dentro di noi, più o meno chiara lavora la memoria di un sogno: suoni, sensazioni e immagini che si miscelano con la realtà confondendo le nostre percezioni.
Dott. Paul Kircher
Lumen n.184
Un sogno è un altro piano di realtà. Ad esser precisi: ogni cosa, e quindi anche ogni uomo, ogni idea o invenzione proviene dal tempo dei sogni. Il sogno è, per così dire, il preludio della nostra realtà fisica. Nel sogno viviamo in un mondo psichico. Esistono innumerevoli mondi psichici ed ognuno di essi possiede l’opzione di dar seguito ad una conseguenza fisica, allo stesso modo in cui noi abbiamo la possibilità di materializzare un’invenzione innanzitutto psichica – che si compone quindi solo di una forma mentale – per concretizzarla poi nella realtà fisica.
Durante il sogno non siamo più soggetti a vincoli spazio temporali, perciò vi è la possibilità di ottenere informazioni dal nostro stesso futuro fisico. Il sogno è un importante forma di terapia in cui possono venir elaborati e risolti traumi del passato, nonché un ottimo strumento da cui attingere informazioni su ogni ambito della nostra vita, in funzione della forza del nostro intento. In quest’ultimo caso il sogno assume la funzione di un prezioso consigliere.
In sogno, tuttavia, abbiamo identico accesso anche ad altri mondi della psiche – ivi compresi i loro corrispondenti fisici – che sostanzialmente sembrano non avere nulla a che fare con il nostro punto di vista terreno.
Questo tipo di impressione però vale per tutte quelle persone che tendono ad identificarsi unicamente con il corpo che possiedono in questa nostra realtà terrena e che non riescono ad immaginare che unità o particelle consapevoli del nostro Sé possano esistere anche in altri mondi ed in altre forme; questo è il senso infatti, in cui intendere la multidimensionalità del Sé.
Per quanto concerne il tempo: esiste in realtà il tempo e il non-tempo. Il tempo è nient’altro che un esperienza con un inizio ed una fine. Non appena entriamo in uno spazio d’esperienza così inteso dunque esiste il tempo, sia che si tratti di un sogno che di un episodio di vita “reale”.
Siamo nel non-tempo invece, quando non ci troviamo in uno spazio d’esperienza.
In questo caso infatti, siamo qualcosa di simile ad un “brusio mentale” senza consapevolezza di essere. Ma non appena ci accostiamo ad uno spazio d’esperienza da cui scaturisce un’azione, ( possiamo diventare ) diventiamo consapevoli e di conseguenza il tempo scorre in senso dinamico. E’ in questo modo quindi, che possiamo riconoscere noi stessi e decidere in quale spazio d’esperienza entrare.
Il potenziale dei sogni
[ … ] il sogno costituisce un elemento di estrema importanza, in quanto chiave eccellente per accedere all’inconscio. Attraverso il sogno inoltre, è possibile entrare in collegamento con la memoria collettiva e ciò significa che per suo tramite abbiamo la possibilità di acquisire miglior consapevolezza di noi stessi, in relazione alla nostra unicità ed interezza.
Parallelamente, il sogno ci permette di entrare in contatto con la nostra multidimensionalità e quindi di visitare, se vogliamo, ogni particolare dell’intero creato.
Il sogno è una finestra aperta verso l’origine dell’universo.
Cionostante purtroppo, in questa nostra società il sogno non occupa un posto di grande rilievo. Per questa ragione vorrei motivare ogni lettore a ricordarsi dei propri sogni, a trascriverli ed analizzarli, per poi integrarne l’esperienza acquisita nella propria vita quotidiana.