Viaggiare da un corpo all’altro, parlare con gli spiriti, divinare il futuro: curanderi, santoni, nagual vantano poteri straordinari. Credenze premoderne? Forse c’è qualcosa di più profondo. Lo sostengono scrittori, filosofi e perfino psicoanalisti.
Di Anna Tagliacarte
Per me - Settembre 2006
Mondi invisibili popolati da spiriti della natura, energie sottili che governano l’esistenza degli uomini meglio di quanto facciano l’intelletto e la ragione. Universi paralleli che permettono di viaggiare oltre la razionalità, creando un ponte emotivo con la Madre Terra e con il Divino: per l’uomo occidentale si tratta solo di fantasie. Ma, per i depositari della tradizione sciamanica, sia essa di provenienza asiatica o invece africana, sia che abbia radici siberiane o americane, la via d’accesso privilegiata a quei mondi esiste. E’ lo stato alterato di coscienza, l’espansione delle facoltà di recepire, sentire, vedere: una sorta di trance di natura magica che apre un varco tra il mondo che viviamo e altri universi. Infatti, dal punto di vista degli sciamani, dai nagual andini ai medicine-man pellerossa, dai curandero messicani ai santoni senegalesi, la realtà è ben più estesa e complessa di quanto appaia.
Il volo dell’anima. “Lo sciamano viaggia in quella profondità che l’uomo moderno, da più di un secolo, chiama inconscio” spiega Pierluigi Lattuada, psicoterapeuta, direttore della clinica solistica LifeGate [ … ]. “La tradizione originaria dello sciamanesimo, che ha più di 40 mila anni, è una forma di cultura che unisce medicina, stregoneria, religione, musica. Dalla Siberia alle Ande, nel corso dei millenni, si sono sviluppate moltissime scuole, concezioni della realtà e approcci alla percezione che vanno al di là di quello che ci raccontano i nostri cinque sensi. Propongono tutte un mondo che non è materiale e che si esprime nei rituali magici”. Allo sciamano si attribuisce la facoltà di influenzare gli eventi che governano la vita e la natura al fine di portare beneficio agli uomini. Questo “semidio” vanta poteri che vanno dalle guarigioni alle divinazioni, dalle alleanze con gli spiriti buoni alla lotta contro quelli malvagi. Ma non solo. Gli sciamani molto evoluti sarebbero in grado di spostarsi nei corpi degli altri o di assumere anche volti e sembianze non umani. Insieme alla capacità di trovarsi in più posti nello stesso momento. Per questo la trance sciamanica, uno “slittamento” fuori dal corpo fisico che consente di entrare in quello energetico, o spirituale, è chiamata “volo dell’anima”.
Siamo fatti di energia? “L’essenza di questa filosofia è la trasformazione dell’energia e della materia attraverso la relazione estatica, la meditazione che porta in trance” aggiunge Lattuada. “Una facoltà che nasce dall’evoluzione spirituale e dal profondo rispetto per la natura e tutti i suoi esseri, visibili e invisibili”. Secondo la tradizione sciamanica , prima di essere un corpo, una mente, una psiche, l’uomo è energia. Per entrare e uscire da mondi invisibili, ma paralleli, occorrerebbe lavorare a un livello sottile, energetico, lo stesso mondo frequentato dai meditatori buddisti, da chi pratica yoga, disciplina che, specialmente nelle sue versioni più vicine al tantrismo, in origine era molto simile allo sciamanesimo.
Il pensiero moderno. “La psicoanalisi può desumere una conferma della sua validità, oltre che la speranza di approfondire le sue basi tecniche e capire meglio il meccanismo della sua efficacia, attraverso un confronto dei suoi metodi e dei suoi fini con quelli dei suoi grandi predecessori: gli sciamani e gli stregoni” ha scritto l’antropologo Claude Lévi-Strauss, dando così una vera patente di modernità agli sciamani e alla loro visione del mondo. L’immaterialità del suo oggetto di studio, l’inconscio e la capacità di trasformare con la parola i comportamenti delle persone avvicinano la psicoanalisi all’alchimia e ad altre tradizioni magiche millenarie. “Se l’analista non è un po’ sciamano non ottiene nulla: ci sono molti modi di trattare e rappresentare l’inconscio e in questo lo sciamanesimo e il pensiero analitico hanno parecchio in comune” spiega Lella Ravasi Belloccio, psicoterapeuta e psicoanalista junghiana. “Pensiamo all’uso dei sogni”. Gli sciamani, da ben prima di Freud, hanno attribuito alle figure e alle trame che prendono vita durante il sonno significati che vanno oltre la loro immediatezza. Così i nostri racconti onirici diventano, per gli antichi guaritori, un’arma terapeutica per curare l’anima. Come conferma Carlos Castaneda nella prefazione di Essere nel sogno ( Punto d’incontro ): “Secondo gli insegnamenti di Don Juan ( la guida spirituale dello scrittore ), gli stregoni dell’antico Messico erano maestri in un’arte, l’arte di sognare. Sognatori erano coloro che riuscivano a fissare negli elementi dei sogni normali un’attenzione speciale della coscienza. Per loro i sogni sono varchi verso altri mondi: reali, ma estranei alla mente razionale dell’uomo moderno”.