Difficilmente riesco a resistere più di 10 secondi davanti alla tv all’ascolto dei comizi elettorali e dei pseudo-argomenti dei politici italiani, oggi candidati alle elezioni politiche. Non resisto perché sono sempre le solite facce, perché non hanno argomenti veri, seri, ascoltabili, perché sono di una maleducazione insopportabile.
Tant’è che qualche volta, in qualche rara trasmissione ove non è permesso urlare, offendersi e parlare contemporaneamente, sono riuscita a resistere qualche mezz’ora. Tempo rubato! Tempo sprecato! I nostri candidati non dicono nulla e quel nulla tanto proclamato è un qualcosa di “già sentito”: a quanto pare la politica è il luogo vero del riciclaggio e del riuso.
In un clima del genere il mio pensiero di cittadina si rivolgeva al voto, il mio voto “utile”, che sarebbe presto stato diretto verso l’astensionismo o, peggio ancora, alla scheda nulla. Voto sprecato? Assolutamente no perché avrei scelto il “leggermente meno peggio”, ovvero il nulla.
Un voto, tuttavia, è giusto esprimerlo, non fosse altro per non rinunciare a quella parvenza di democrazia che ancora vige in questo paese. Ho dirottato di nuovo la mia attenzione verso un partito, un gruppo che fosse un “leggermente meno peggio” rispetto a tutti gli altri. Un voto utile ma di protesta, che potesse pesare in negativo nei confronti di quel nulla che oggi è rappresentato dai partiti più in vista e numericamente più ingrassati nel nostro sistema politico. Un voto estremo di colore arcobaleno. Dunque mi sono fatta violenza e ho fatto audience in queste odiose trasmissioni televisive dove inciviltà, capacità di offesa e mancanza di argomentazioni vere la fanno da padrone. Ma anche l’arcobaleno non aveva nulla da dire. Gli slogan usati erano interessanti: ”un diverso modo di fare economia”, “tutele a stipendi, salari e pensioni”, “lotta al precariato”, “questione ambientale con vari no e veti”; oltre a questo nulla di più. Niente di più concreto. Esattamente come tutti gli altri.
Dunque la faccenda era seria. No al Pdl perché sentire un partito di destra, o centro-destra, che tutela i salari e le pensioni mi evoca un vigoroso ribaltamento dell’ordine naturale delle cose. No all’Udc perché non posso certo votare chi chiaramente trova soluzione a tutti i nostri problemi negli inceneritori e rigassificatori. No al Pd perché la prima cosa detta è stato dichiarare battaglia al “popolo dei no” ( no inceneritori, no Tav, no Ponte, ecc… ). No a tutti quanti perché tra di loro non c’è differenza sostanziale; perché è chiaro che non aumenteranno né pensioni, né stipendi, né salari ( dei quali, tranquilli, se ne occuperanno tutti i partiti; quindi noi cittadini vinciamo comunque, sia che si piazzi la destra, sia che si piazzi la sinistra. Che risate! ) in quanto la UE ammonisce di non accrescere i redditi causa l’incontrollato aumento dell’inflazione. E le coperture di spesa? Quasi tutti tacciono. Dove troveranno i soldini? Non li troveranno, statene certi.
Il tema della novità è il tema che preferisco. “Noi siamo il nuovo che avanza” dice un candidato premier. Peccato che sono.. quanti? Venti anni che ti dedichi alla politica? Esattamente come gran parte dei tuoi colleghi. Gli altri, quelli nuovi, sono di facciata, è chiaro. In questo devo dar ragione al tuo avversario, che tuttavia mi fa saltare i nervi quando invece di parlare di cose serie si diverte a far schizzare inutilmente il titolo Alitalia in borsa e tratta di questo tema che, sinceramente non interessa a nessuno. Almeno a nessuno che abbia, al contrario, problemi quali l’acquisto del pane e del latte. “Scagli la prima pietra chi è senza peccato” dice il leader Udc in tema di Alitalia; avrei voluto essere in studio e lanciare la mia pietra: non condivido il concetto secondo il quale poiché tutti colpevoli, nessun colpevole. Per questo non posso assolutamente votare per loro.
Altro tema alla Beautiful è il tema pensioni. “ 400 euro in più ai pensionati nei primi 6 mesi di legislatura” dice uno, “ tutte le pensioni a 1000 euro, anche perché sono stato l’unico ad aumentarle nel mio precedente mandato” dice l’altro. Già… Io rilancerei e proporrei 2000 euro secchi a tutti i pensionati, ma tutti tutti: perché no? E perché non 2500 euro a tutti i precari? Cavoli io mi licenzio e vado subito a fare la precaria!
Mi gira la testa. Come fossi stata a quel rave party in cui è morto un ragazzo.
Ma sono contenta di non cadere nelle loro trappole. Trappole di propaganda, di menzogne e falsità. Perché menzogne? Perché sono finzioni. Temi che non potranno essere messi in pratica. Mai. Caro cittadino che vota, spegni la tv, fatti una passeggiata e poi riflettici bene. Non c’è trippa per gatti. Non per noi gatti, ovvero i cittadini. Quando mai è stato dato qualcosa al cittadino? Qualcosa di sostanziale? Qualcosa che “cambia la vita in meglio” come promette ogni volta ciascun leader? La realtà che ci circonda verrà perpetuata anche in questa legislatura. Una realtà di tradimento nei confronti del nostro paese e che si traduce in ciò che oggi si chiama recessione e diverrà domani ciò che si chiama declino. Prendiamo il coraggio di dirlo! Prendiamo il coraggio di usare questa parola: declino, declino, declino….
A questo dobbiamo rassegnarci?
Ho un amico, che prima ancora di essere amico è una persona che stimo immensamente. Dedica il suo tempo e ogni sua energia a migliorare concretamente il mondo che lo circonda. Concretamente. Dati alla mano: radio, conferenze, Gas ( almeno 6 fondati ), decrescita in atto, ecologia pratica…
Mi ha parlato di una lista nazionale che sostiene veramente i valori in cui crediamo. r Poche parole ma spese bene. Hanno un candidato leader che nella vita non ha chiacchierato nei salotti di Montecitorio, ma lavora e lotta nel campo dell’ambiente, per un rispetto vero della Terra e di noi uomini. Che spende il suo tempo nel tentativo di cambiare questa realtà che non ci ha portato, come cittadinanza, tanto in là in termini di benessere. Ho trovato quello che cerco. Ho trovato la Lista sulla quale fare la mia croce. Non è il “leggermente meno peggio”, bensì la trascrizione in termini politici di ciò che già condivido in termini di ideali e impegno, la traduzione in voto di ciò che vorrei fosse fatto per il mio paese.
Il mio appello è verso quel 30% di persone che ancora oggi sono indecise sul voto, verso quel 14% che si asterrà dal votare, verso quel 7% che sta pensando di astenersi ( dati indicati in Ballarò, cartello n. x ) e che, se la mente non mi inganna raggiungono ben il 50% degli aventi diritto al voto!!! A loro mi sento di dire, per comunanza di esperienza verso queste politiche, di guardare oltre, di cercare una alternativa. Ci sono alternative per tutti i gusti e le troviamo verso quelle forze definite “voto non utile” dai due leader che stanno sempre in tv. Spegnete questa tv. Usate mezzi alternativi che per fortuna ancora esistono con un grado sufficiente di libertà. C’è un partitino o una lista che vi rappresenta sicuramente, siano essi a destra, in centro, a sinistra. E’ un voto inutile e dispersivo? Assolutamente no. Il 50% degli aventi diritto al voto potrebbero fare la differenza se questi voti fossero espressi ponderatamente. Un messaggio chiaro e forte potrebbe essere lanciato alle forze politiche che ci governano da decenni in modo fallimentare: il cittadino è sovrano. Un concetto che si è un poco perso ultimamente vero? Il mio sogno è quello di vedere il bipolarismo, più due o tre partiti connessi, ridursi mestamente in termini numerici e di peso. Il mio sogno è vedere veramente facce nuove e competenti in Parlamento. Il mio sogno sarebbe quello di rivedere il governo della Repubblica verso concetti, economie, relazioni nuove e completamente differenti.
Alle persone, solitamente oltre una certa età, ma non solo, che votano a destra o a sinistra per gli ideali che storicamente esse rappresentavano potrei solo dire che vi capisco bene: voi votate per un valore che ritenere basilare e fate bene. Senonchè vorrei tanto che potesse rendervi conto che i partiti che si chiamano a rappresentare la destra, la sinistra, il centro o gli estremi, quei valori oggi non li rappresentano più. La destra parla di pensioni e salari. La sinistra arruola manager e imprenditori. Solo questo mi sembra illogico nei confronti non tanto miei o dei cittadini, ma nei confronti degli ideali storici per i quali prenderanno ciechi e onesti voti. Ma credo che questo non interessi ai leader dei partiti. Meglio avere un voto a prescindere, considerato che non c’è obbligo di rispetto del mandato una volta seduti a Montecitorio. L’unico che ha rispettato i suoi elettori è stato cacciato con infamia dal suo partito la scorsa e uscente legislatura.
Ai leader dei partiti maggiori vorrei fare una precisazione. Il popolo che voi definite di volta in volta “dell’anti-politica”, “anarco-insurrezionalista”, “estremista”, “dei veti continui”, “ con la sindrome del non nel mio giardino” ecc. è un popolo di persone che, vostra sfortuna, ha compreso bene ciò che rappresentate. E’ un popolo che, al contrario di ciò che propagandate, vorrebbe fare politica, intesa come “gestione della cosa pubblica”, un ruolo che per troppo tempo è stato demandato a soggetti che non hanno rispettato il proprio mandato. Si tratta di persone che ritengono che i propri rappresentanti non abbiano più diritto di fare ciò che era stato loro chiesto di fare in quanto male lo hanno fatto. Come dire: il padrone di casa è tornato, il cattivo custode se ne può andare. Questo è il contrario esatto dell’antipolitica: è desiderio del cittadino di fare politica, di partecipare, di vedere ( sarebbe ora ) le sue esigenze messe in primo piano. Purtroppo questo è fastidioso, lo abbiamo capito. Quello che voi non avete capito è che state rischiando molto.
Il popolo del “non nel mio giardino” è stato volutamente descritto erroneamente. Questa sindrome ha avuto una diagnosi non corretta. L’esatta trascrizione di questo popolo è “Non nel mio giardino e non nel giardino di qualcun altro” perché ciò che fa male a me fa male anche agli altri: amici, parenti, bambini, sconosciuti. Questo è un poco più corretto nella definizione. Non desideriamo gli inceneritori in alcun luogo perché non servono e richiediamo altri strumenti, più volte citati e più volte occultati dai nostri custodi-rappresentanti politici. Non desideriamo le missioni di pace perché è assolutamente chiaro che si tratta di guerra, altrimenti non spiegheremmo l’invio di militari armati piuttosto che di medici in camice bianco ai quali credo si spari in misura minore rispetto ai primi.
Non importa il dire, il parlare, il propagandare. Il popolo dell’anti-politica fa, crea, pone in essere. In questo sono costretta a richiamare le parole di un candidato premier anche se, tuttavia, la differenza è che il primo parla poco e pone in essere davvero, il secondo parla tanto di argomenti di scarso rilievo pratico per il cittadino ( Alitalia, duello tv e par condicio… ).
Il giorno delle elezioni è una nuova opportunità, in cui gli indecisi potranno davvero fare la differenza.
Per chi è sinceramente convinto che, di volta in volta, destra o sinistra rappresentino davvero una opportunità per risollevare le sorti dell’Italia spero possano non sentirsi delusi e poter vedere davvero l’alba di una nuova era. Ma se la delusione avanzerà ancora una volta, sappiano che c’è una alternativa vera. Ovvero: la possibilità di fare, creare, porre in essere un modo nuovo di fare società, così come fanno tanti giovani e meno giovani ( basta cercarli ) che hanno iniziato “dal proprio giardino” sicuri che si comincia dal proprio atteggiamento.
Per tutti coloro che non si sentono rappresentati da questi schieramenti sono certa che, cercando, una valida alternativa sarà trovata. E un voto ritenuto “non utile”, assieme a tutti gli altri voti “non utili”, potrà fare la differenza.
Cappuccetto Bianco