Penso importante comunicare con persone che si guardano allo specchio
riuscendo a riordinare le occasioni maturate dall’esperienza per
scoprire cosa possono fare per trasformare il proprio carattere; sono
convinto che solo così diamo un contributo concreto alla creazione di
una film della vita migliore per tutti.
La ricerca della Verità può coinvolgere da tanti punti di vista
diversi e con percorsi diversi, ma è anche importante comprendere,
prima o poi, che tutti siamo “gocce d’acqua in UNO stesso fiume che
corre verso il proprio Oceano”.
Potremmo però anche verificare se un contributo in più può aiutare
nello sforzo di dare un ordine migliore alla ricerca stessa.
La Verità è da noi percepibile in modi diversi a seconda del nostro
livello di Coscienza:
-la verità parziale che nasce e muore (corrisponde normalmente anche
alla nostra esperienza umana in evoluzione, che spesso impropriamente
consideriamo unica verità);
-la Verità che non muta mai (Meta comune dell’Umanità in cammino).
Nel mezzo ci si trova di tutto e di più.. anche la filosofia, intesa
come elaborazione mentale a confronto, rimane nel mezzo. Il mondo è
pieno di diversi pensieri, o elaborazioni di pensieri, filosofici e
religiosi, che vengono confusi con la Verità che non muta mai.. senza
togliere nulla all’importanza dell’elaborazione filosofica e religiosa
purché non perda la visione dell’UNITÀ.
Questo avviene perchè “nel mezzo” ci sono diverse modalità di
comprensione della realtà.
Esse corrispondono alla nostra esperienza ed agli schemi mentali che
abbiamo di conseguenza immagazzinato nel lungo percorso già vissuto,
anche quello dimenticato.
Dobbiamo anche ricordarci che dalla nostra esperienza non possiamo
prescindere, perché è solo da quella base che possiamo “andare oltre”.
Importante è diventare consapevoli che C’È SEMPRE QUALCOSA DI PIÙ ALTO
che potrebbe ancora sfuggirci ed anelare con tutta la nostra volontà
di raggiungere il nostro prossimo primo gradino “verso l’Alto” per
scoprire come saranno in quella nuova ambita posizione i nostri
pensieri, le nostre parole e le nostre azioni.
È la scommessa più entusiasmante della Vita, dal mio ancora troppo
limitato punto di vista.
Posso capire lo stato d’animo di coloro che si arrabbiano per qualche scena,
spesso selezionata e toccante di violenza o soprusi,
che viene offerta al dominio pubblico, anche io non controllo ancora
tutte le volte la mia rabbia, ma ne faccio motivo di riflessione
per come giungere a controllarla.
Quindi questa riflessione non vuole insegnare nulla a nessuno, ma essere
una nuova occasione per riflettere su me stesso: sono profondamente
convinto che anche quando parliamo agli altri stiamo emettendo dei
suoni destinati per prima cosa al nostro ascolto.
“Anche il tentativo di trattenere la rabbia è un segno di debolezza;
in effetti, dovete coltivare la vostra natura in modo tale che lo
stesso sentimento della rabbia non entri in voi.” (dice un saggio).
Una pistola spara perché è carica, basta smettere di caricarla e non
sparerà più anche se si tira il grilletto.. mi ricordo spesso.
Alcuni si adirano molto a seguito di esperienze molto toccanti che
incontrano nel loro percorso.
Ma normalmente non si chiedono: perché altrettanta fortissima reazione non si
manifesta in loro per i milioni di possibilità che in questo stesso
presente si realizzano nel mondo, con la stessa o maggiore valenza, e
che loro non incontrano attraverso la loro esperienza personale?
Forse ci arrabbiamo se qualcuno ci da del “cretino”, solo per fare un
esempio, ad un kilometro di distanza. Normalmente no, perché non lo
sentiamo, non entrando quel suono dentro di noi attraverso una delle
nove porte di ingresso di tutte le forme di energia esterna, quelle
che influenzano i nostri sensi e di conseguenza anche le nostre
emozioni, nutrendo il nostro corpo e la nostra mente.
Ma anche se non lo sentiamo è comunque successo e la nostra “pace” non
è stata scossa.
Allora perché ci lasciamo sopraffare da quello che recepiamo, senza
riuscire a controllarci negandoci un comportamento più utile a noi
stessi ed al mondo intero?
I saggi veri (quelli che “SONO” quella Verità che non muta mai,
qualsiasi forma o parte abbiano nel film attuale della vita) ci dicono
che reagiamo solo perché un poco di quel “cretino” che vediamo fuori
è ancora dentro di noi e l’esperienza, riflettendo noi stessi nel
mondo esterno che recepiamo, ci dà la possibilità unica e fantastica
per noi in quel presente di riconoscere ed attivare una nostra
personale trasformazione.
Quando capiamo questo, non incontriamo più “cretini” nel mondo..
eventualmente vediamo solo “Divinità” incoscienti che come noi, a
volte con fatica, sono ancora in cammino.
Qualsiasi forma di guarigione, fisica, mentale, intellettuale,
“spirituale”, comprende tre momenti:
-evidenziare
-riconoscere
-far uscire.
L’esperienza che incontriamo (non a caso) “evidenzia”; solo se
riusciamo a “riconoscere” che il destinatario del messaggio siamo noi
stessi possiamo “far uscire”.. per esempio l’occasione per creare una
azione migliore o in caso contrario.. sempre per esempio, può uscire
la rabbia quando non sappiamo ancora riconoscere l’occasione” appena
sfuggita.
Questo non toglie nulla alla scena del film che vediamo e che
sicuramente potrebbe essere diversa, anche migliore.
Poi c’è anche il detto: “Stolto che vuoi cambiare il mondo, cambia te
stesso ed il mondo sarà già diverso: ci sarà uno stolto in meno!”..
fra quegli stolti sicuramente mi trovo ancora confuso.
Cerco di concludere questo intervento ricordandomi che tanti sono i
diversi livelli di Coscienza che convivono:
alcuni non riescono a discriminare nulla e seguono l’istinto;
altri cominciano a discriminare però confondono il bene col male e
fanno il male pensando sia bene;
altri discriminano e si sforzano di scegliere il bene e non il male;
altri capiscono che non esiste né il male e neppure il bene, ma solo
quello che è GIUSTO (AMORE).
Giusto, perché tutto quello che avviene è già stato prodotto dai
pensieri, parole ed azioni di ciascuna di quelle gocce che insieme
corrono verso la stessa meta (anche se la stragrande maggioranza di
esse ne è ancora totalmente incosciente).
Questo non toglie che tutto sia migliorabile partendo da questo
presente e che il nostro compito sia quello di dare il nostro massimo
contributo in questa vita anche per una società migliore.
Siamo talmente potenti e creativi nel nostro unico, originale e
insostituibile essere, che ognuno per la sua incoscienza ha prodotto
le conseguenze che vive.. ma senza togliere nulla all’importante
desiderio di un mondo migliore, si potrebbe anche scoprire che questo
“basso” sarà utile proprio per raggiungere una epoca di minor
collettiva, assurda, sofferenza.
QUEL MONDO NUOVO CHE PRESTO VINCERÀ MALGRADO TUTTO.
Proprio perché siamo potenti dobbiamo UNIRE TUTTE LE FORZE POSITIVE,
comprendendo anche i diversi punti di vista, al fine di meritarci di
CONOSCERE sempre di più il “GIOCO”.
Solo così possiamo diventare “GIOCATORI” e non essere più solo
“GIOCATI”.
Francesco R.