| Un Pianeta da difendere: QUELLE SCIE CHE DISEGNANO IL CIELO | |||
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Le guardiamo e ci fanno immaginare tante cose: ci sembrano buone. E invece no, almeno non tutte. Tra le strisce che lasciano gli aerei, quelle che non spariscono in fretta pare siano un insieme di elementi chimici dannosi per noi, per l’agricoltura, per il clima. Per la Terra, insomma Paola Fragnito e Gigi Capriolo Casaviva Settembre 2006 Da qualche anno capita di vedere aerei che lasciano dietro di sé strane scie che non si dissolvono, anzi persistono nell’atmosfera sono a trasformarsi in nuvole stratiformi. Secondo le analisi chimiche condotte da alcuni scienziati ( come i ricercatori Clifford Carnicom, studioso di geodetica, il meteorologo Scott Stevens, Antonello Lupino, direttore del centro Ufologico Internazionale, e Tom Bosco, direttore della rivista Nexus ) si ipotizza che in queste scie vi sia la presenza di vari metalli: il bario che assorbe l’umidità dell’atmosfera, l’alluminio le cui particelle, riverberando la luce del sole, diminuiscono l’irraggiamento solare compromettendo la fotosintesi clorofilliana, e poi il quarzo, i cui cristalli fanno passare i raggi che possono danneggiare le membrane cellulari. Effetto che si somma a quello provocato dall’assottigliamento della coltre di ozono. Come se non bastasse, sempre secondo questi ricercatori, tali sostanze potrebbero causare alterazioni dell’umore fino a indurre comportamenti violenti. Secondo Lupino, addirittura, alcune multinazionali agroalimentari mirano a indurre effetti negativi alle colture tradizionali per poi vendere sementi ogm resistenti a condizioni climatiche sfavorevoli. Questi “strani” voli hanno cominciato a solcare i cieli degli Stati Uniti già nella prima metà degli anni Novanta, per poi estendersi al Canada, ai Paesi della NATO e alla Russia. Ma, ora, pare siano ovunque. Il problema è che sembra che le sostanze chimiche rilasciate possano modificare il clima della Terra e contrastare la formazione delle nuvole, e quindi delle piogge: la siccità sarebbe la conseguenza più ovvia e immediata. Ipotesi inquietanti; per tranquillizzarci, sarebbe indispensabile una risposta urgente alle interrogazioni parlamentari avanzate da tempo, e rimaste lettera morta. |
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