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Gaia Di M.Tozzi: DECALOGO PER UNA DECRESCITA DOLCE  
Autore: cappuccettobianco
Pubblicato: 2007/4/5
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UN PIANETA DA DIFENDERE*

Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia

 

 

 

Stiamo per abbandonare l’era dei combustibili fossili e lo faremo gradualmente – oppure traumaticamente – comunque in poco tempo, mentre continueremo a pagarne il prezzo sociale e ambientale per decenni. Prima di tutto si pone l’esigenza di un cambiamento radicale di stili di vita che corrisponde all’abbandono definitivo delle fonti ad alta densità energetica per tornare a quelle più rarefatte, passando attraverso il setaccio del risparmio. E alcune cose si possono fare subito.

Primo. Consumare di meno. Elimina gli sprechi e mettiti nell’ottica di un naufrago moderno ( non Robinson Crusoe, per intenderci, che coltivava sei acri di terra pure se era da solo ) su un’isola deserta, che deve riusare tutto quello che trova e essere sempre efficiente e parsimonioso.

Secondo. Abbandonare i dispositivi di stand-by. Tre miliardi di euro possono essere risparmiati da subito se si torna ai vecchi interruttori per gli elettrodomestici. Ne possiamo fare tranquillamente a meno, come abbiamo fatto per decenni.

Terzo. Abbandona l’automobile privata. Costa troppo, è poco efficiente e ti colonizza l’esistenza senza darti altro che illusori vantaggi. Poi inquina e distrugge strade, monumenti e città quando non uccide direttamente per cancro o incidente.

Quarto. Viaggiare lenti. Se proprio vogliamo spostarci in automobile, possiamo risparmiare 8 euro ogni 500 km ( un litro ogni 100 km a 120 km/h invece di 130 ).

Quinto. Costruire bene e ristrutturare meglio. Spendi in pannelli solari fotovoltaici o termici, isola e coibenta, monta doppi vetri, cogenera e decentra la produzione di energia abbandonando il ricorso alle centrali.

E’ vero che il problema dell’offerta di combustibili fossili era giù stato messo a fuoco dal Club di Roma negli anni Settanta, ma solo oggi rivela la sua stringente attualità. Se le variabili tecnologiche ed economiche, ovvero il miglioramento sia nell’efficienza e nel consumo che nelle tecniche di estrazione, hanno, di fatto, ritardato i pronostici di esaurimento delle scorte energetiche, è evidente che prima o poi la disponibilità di una risorsa non rinnovabile a fronte di una domanda crescente è destinata ad esaurirsi. Esattamente questo è il punto.

Nei più recenti rapporti dell’ANPA ( l’Agenzia nazionale per l’ambiente ) si rileva che, con uno spostamento completo delle risorse su investimenti negli usi finali di energia elettrica nei tre settori: domestico, commerciale ed industriale, le potenzialità di risparmio rappresenterebbero il 46% della domanda elettrica nazionale ovvero circa 150TWh ( terawattora ) di energia elettrica. Approssimativamente, la metà della risorsa sul lato della domanda basterebbe a portare, per il 2010, i consumi ai livelli della metà degli anni Novanta, anche se i servizi resi  dall’elettricità offerti ai consumatori continuerebbero a crescere secondo le previsioni. I maggiori potenziali di risparmio risiedono nei motori elettrici, negli elettrodomestici e nell’illuminazione. I risparmi del settore residenziale rappresentano il 26% del totale, mentre quelli del settore commerciale ed industriale sono rispettivamente del 35% e del 39% del totale. Entro il 2020 sarebbe possibile un risparmio dei consumi di energia elettrica del 20%. Per una parte tocca anche a noi: chi se la sente di cominciare?

 

 

*UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi

Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo

Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop

Gennaio/Febbraio 2007 numero 1

 
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