| Gaia Di M.Tozzi: PICCOLE POLVERI E RISCHI PER LA SALUTE | |||
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UN PIANETA DA DIFENDERE* Di Mario Tozzi, conduttore di Gaia La bocciatura delle delibere con cui le regioni del Nord Italia erano intenzionate a bloccare completamente il traffico dei veicoli dimostra che non ci si rende ancora completamente conto della gravità dell’inquinamento dell’aria delle nostre aree metropolitane e della catastrofe ambientale prossima ventura. Che, a pensarci bene, è già in atto. Nell’aria delle nostre città ci sono tre killer in piena attività: l’anidride solforosa ( SO2 ), il diossido di azoto ( NO2 ) e le polveri sottili ( PM10, una volta comprese sotto la definizione particolato totale ). La SO2 proviene da combustibili che contengono zolfo ( gasolio e lignite ) e non dovrebbe superare i 50 milionesimi di grammo per metro cubo: a Pechino si superano abbondantemente i 70, a Mexico City sono 74, mentre negli Stati Uniti si è registrata una diminuzione del 60% negli ultimi 35 anni, e nell’Unione Europea del 66%. Ma, se l’anidride solforosa diminuisce nei Paesi ricchi, il diossido d’azoto subisce un decremento minore ed è in crescita nelle nazioni emergenti: 140mig/m3 a Pechino, 130 a Mexico City. Milano – la città più inquinata dell’Europa occidentale – registra 60mig/m3 di NO2, così come Roma, mentre Napoli si giova del vento di mare ( “solo” 32mig/m3 ). Secondo l’OMS il limite per NO2 è 52mig/m3, ma per attenersi bisognerebbe diminuire ogni forma di combustione, specialmente quella degli autoveicoli. Ma il problema micidiale sono le polveri sottili, cioè le particelle atmosferiche che misurano meno di 10 micron di diametro ( il PM10 ), il cui limite raccomandato dall’OMS è 90mig/m3, limite che viene fatto scendere a 40 per l’Unione Europea. Il PM10 proviene dai fumi dei motori diesel e dalla combustione del carbone; c’è anche un PM2,5 composto di particelle talmente piccole che riescono a entrare in circolo nel sangue. Nessuna città europea dovrebbe superare i 35 sforamenti di quel limite per ogni anno e, anzi, l’obiettivo ambizioso doveva essere di scendere a 20mig/m3. ma nei primi mesi del 2006 alcune città italiane erano già arrivate a 60 ( Milano ) e 40 ( Roma ) sforamenti e a Varsavia il PM10 si aggira attorno a 125mig/m3, che crescono fino a 279 a Mexico City, 240 a Bombay, 390 a Pechino. Non ci sono sanzioni dell’UE per chi non rispetta il limite di 40mig/m3, ma nessuno sembra preoccuparsi più di tanto che ogni 5mig/m3 in più significano 19 morti premature in più ogni 100.000 abitanti all’anno. Per Milano si tratta così di 250 morti in più nell’indifferenza e nell’inazione più totali. Però abbiamo altri primati: l’Italia è prima in Europa per numero di autovetture circolanti con 2 auto ogni 3 abitanti, per un totale di quasi 35 milioni di automezzi; nel continente la media è di 43 auto ogni 100 abitanti, da noi sono oltre 53. Inoltre gli italiani percorrono su ruota più km che qualsiasi altro europeo, visto che siamo passati dai quasi 2.500 km all’anno del 1960 ai circa 15.000 di oggi, cosa che conferma come più strade producano sempre e comunque un traffico maggiore. Intanto di traffico si muore. *UN PIANETA DA DIFENDERE di Mario Tozzi Primo ricercatore Cnr – Igag e conduttore televisivo Dalla rivista Consumatori – il mensile dei soci Coop Marzo 2007 numero 2 |
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