CappuccettoBianco ti augura una lieta permanenza e ti ricorda di registrarti

Contro lo schiavismo cerebrale
Home  •  News  •  Forum  •  Download  •  Search  •  Sezioni Speciali
 
Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
Menu principale
Argomenti trattati
Salute e benessere: UNA TAZZA DI BENESSERE  
Autore: cappuccettobianco
Pubblicato: 2007/10/27
Letto:
Dimensione 12.36 KB
Pagina stampabile Segnala ad un amico
 

Un piacere. Un rito. Un appuntamento da non perdere. Quello con una calda, fumante, tazza di tisana può diventare una piccola, irrinunciabile, passione quotidiana.

Gli effetti benefici che assicura una corretta assunzione delle erbe per uso erboristico sono sorprendenti: per drenare, depurare, placare i primi malanni di stagione o rilassare. L’importante è non dimenticare che si tratta di un’operazione che richiede molta più accortezza di quanto non si pensi e che per poter usufruire appieno delle proprietà benefiche di tisane e decotti, è necessario seguire alcune regole di preparazione.

Acquistare con fiducia

Per fare una buona tisana, servono materie prime di qualità. Saper acquistare le erbe per uso erboristico, imparare a sceglierle, assicurarsi che siano cresciute in un ambiente incontaminato: sono tutti passaggi di fondamentale importanza.

Disponibili nelle erboristerie e nelle farmacie specializzate, le singole piante o le miscele di piante devono essere valutate secondo queste caratteristiche:

·        Le piante non dovrebbero essere state conservate in vasi di vetro chiaro che le esponga alla luce ( l’ossidazione riduce, infatti, l’efficacia dei principi attivi);

·        Ogni pianta di qualità deve avere un profumo caratteristico e immediatamente riconoscibile;

·        Non devono essere presenti segni di infestazione: per esempio attacchi di insetti e parassiti che si manifestano con la presenza di forellini sulle foglie o sui fiori, oppure la formazione di polvere in abbondanza sul fondo del contenitore.

Proprietà e “forma” delle piante medicinali

Ogni pianta medicinale possiede n principio attivo più energico e altri secondari. L’azione della pianta nel trattamento di un disturbo è resa più completa e duratura grazie al sinergismo esistente tra i principi secondari attivi e quello principale, il cui intervento non viene modificato ma potenziato o modulato. Spesso, nella composizione di una miscela di erbe, compaiono parti vegetali diverse tra loro: foglie, fiori, gemme, radici, cortecce, frutti, semi. Per infusi e decotti perfetti, è necessario che queste parti siano quanto più possibile omogenee tra loro, soprattutto per quanto riguarda la pezzatura, cioè la grandezza. Infatti, nel momento in cui le piante vengono messe a contatto con il liquido ( acqua o alcol ), i principi attivi devono potersi diffondere in modo uniforme. La forma erboristica “taglio tisana” ( che si abbrevia con t.t., talvolta con T.T. ) indica un tipo di pezzatura minuto, adatto per la maggior parte delle preparazioni.

Fonte: Anna Maria Botticelli, Clementina Gagnola, “La salute foglia per foglia”, 1998

Obiettivo: depurare e drenare

Una pelle luminosa e compatta, si sa, è universalmente sinonimo di benessere. Per averla non è sufficiente affidarsi a creme e maschere, perché la bellezza è un concetto molto più ampio e complesso… Ci sono alcune piante che possono aiutarci a riequilibrare e purificare il nostro organismo.

Il finocchio selvatico , per esempio, le cui proprietà benefiche sono conosciute da tempo immemore. Il medico greco Dioscoride lo usava con grande frequenza; Plinio il Vecchio, scrittore e scienziato latino, nella sua monumentale opera Naturalis Historia,  ne magnificò le proprietà curative. Fu, però, soprattutto durante il Medioevo che l’uso del finocchio selvatico, detto anche finocchietto, si diffuse molto, sia come pianta medicinale che alimentare, grazie ai monaci benedettini che la coltivavano in abbondanza negli orti dei conventi e, sui codici manoscritti, ne riportavano minuziosamente le proprietà e le applicazioni allora conosciute nel campo medico.

In erboristeria, gli vengono riconosciute proprietà diuretiche, stimolanti della digestione, toniche ed espettoranti. Le parti utilizzate sono le foglie fresche e, soprattutto, i semi che contengono olio essenziale di anetolo, estragolo e fellandrene. Le radici sono ottime come coadiuvanti nei regimi alimentari dimagranti, per depurare: si consiglia di bere tre tazze al giorno di infuso, ottenuto facendo bollire a fuoco basso per 10 minuti, 30 gr di radici e poi filtrando. Come stimolante nella digestione per assicurare un ventre piatto, un aiuto  efficace è l’infuso di semi di finocchio. Basta mettere in infusione, per 6 minuti in acqua bollente, 50 gr di semi per ogni litro di acqua e bere, ancora tiepido, dopo ogni pasto.

Buonissimo da mangiare, il carciofo ( Cynaria scolymus ) è una pianta erbacea con un robusto rizoma da cui sorgono le foglie basali e i fusti che possono raggiungere il metro di altezza. Nell’impiego erboristico e medicinale del carciofo non si usa la parte commestibile floreale, ma la foglia che di solito in cucina e scartata. E’ nota la proprietà di stimolare la diuresi, abbassare il tasso di colesterolo nel sangue, favorire la secrezione della bile e renderla più fluida, proteggendo e disintossicando il fegato. Proprietà che hanno anche, indirettamente, un buon effetto estetico, in quanto l’azione depurativa contribuisce a mantenere la pelle sana e luminosa. Come diuretico, depurativo, epatoprotettore, assumere due o tre volte al giorno una tazza di decotto, ottenuto lasciando macerare 2 grammi di foglie in 100 ml di acqua. Per un’azione aperitiva, oltre che diuretica, bere prima dei pasti principali una tazzina di decotto ricavato dal rizoma ( 2 gr in 100 ml d’acqua ).

Originaria dell’Europa e dell’Asia centrale e settentrionale, la bardana è una pianta erbacea biennale che cresce in tutta Italia, dal mare alla regione montana fino a 1700 metri. In fitoterapia, si utilizzano in particolare radici, foglie e semi che sono ricchi di mucillagini, acido tannico e clorogenico, Sali, olio essenziale e insulina. Una pianta umilissima, dotata però di insospettabili poteri: è ritenuta utile come depurativo e diuretico generale, è capace di stimolare fegato e cistifellea e di diminuire il tasso di zucchero nel sangue, oltre ad avere proprietà disinfettanti e antisettiche su alcuni batteri patogeni della pelle e per le applicazioni contro l’acne e la foruncolosi. Per combattere l’acne e purificare la pelle impura, gli erboristi consigliano di bere tre tazze al giorno di un decotto nell’intervallo tra i di due pasti, ottenuto facendo bollire per quindici minuti in un litro di acqua, 50 gr di radici fresche.

Combattere i mali di stagione

 

Raffreddore, tosse, influenza sono all’ordine del giorno con l’arrivo dell’inverno e non sempre è possibile difendersi in modo adeguato. Per scongiurare i malanni di stagione, o per diminuirne gli effetti negativi, è possibile affidarsi al potere della natura.

Pianta spontanea appartenente alla famiglia della Leguminose, la Glycyrrhiza glabra – questo è il nome della ben più nota liquirizia – è conosciuta da secoli. Le notizie più antiche risalgono addirittura a 6.000 anni fa: radici di liquirizia sono state ritrovate in alcune tombe di faraoni che già ne sfruttavano le proprietà curative come calmante delle vie respiratorie infiammate. Ancora oggi molto facili da trovare in erboristeria, le radici di liquirizia sono consigliate contro la raucedine, per calmare la tosse, facilitare l’espettorazione e combattere l’acidità gastrica, grazie alle riconosciute proprietà antispastiche, pettorali, toniche, digestive, depurative, antinfiammatorie e cicatrizzanti. Una ricetta fai da te di sicuro effetto contro la tosse si ottiene lasciando macerare 40 grammi di radici secche spezzettate per 12 ore in un litro di acqua fredda, filtrare e bere tre tazze al giorno, nell’intervallo tra i pasti.  Un rimedio più rapido, me egualmente efficace, è l’infuso “antitosse” che associa le proprietà benefiche della liquirizia a quelle di altre piante con funzione sedativa e disinfettante. Gli ingredienti sono: radice di altea decorticata 30 gr, radice di liquirizia decorticata 20 gr, tallo di lichene islandico 15 gr, sommità di timo serpillo 10 gr, fiori di viola tricolor 10 gr, petali di papavero 10 gr, frutti di anice verde 5 gr. Si lasciano tutte le erbe in infusione per 15 minuti in un litro di acqua, si filtra e se ne devono più tazze al giorno.

 

Di Caterina La Grotteria

Giardinaggio – ottobre 2007

 
Valutazione dell'articolo: (0 voti)
Vota questo file
Ritorna alla categoria | Ritorna all'indice principale
Utenti online
6 utente(i) online (5 utente(i) in Sezioni Speciali)

Iscritti: 0
Utenti anonimi: 6

Altro...
Cerca